Ironia

IRONIA

ironia1Ironia è un concetto che deriva da una parola greca che significa “dissimulare, far finta di” e, come ben sa chi conosce un po’ Socrate, è tipica del suo discorso interrogativo, rappresenta la pars destruens del suo metodo. Il metodo, come suggerisce l’etimologia della parola (che rimanda all’odos, alla via, al percorso che ci conduce a uno scopo) sempre consta di una pars destruens, tesa ad eliminare errati pregiudizi che rappresenterebbero un impaccio alla ricerca, e di una pars costruens, la cui efficacia è però possibile solo dopo che si siano estirpate dalle menti degli interlocutori radicate ma fallaci convinzioni. La pars costruens del metodo socratico, la famosa maieutica, l’arte di far partorire le menti, di educare, di e-ducere, di tirar fuori il meglio dai propri discepoli per renderli disponibili alla ricerca della verità, non sortirebbe alcun effetto se, preliminarmente, non si fossero ripulite le loro menti da false certezze e insidiosi schematismi. Socrate finge di prendere per buone tutte le perentorie e acritiche affermazioni dei suoi giovani e un po’ presuntuosi interlocutori, ma poi le sviluppa in modo tale da metterne in evidenza le incongruità, le contraddizioni, gli errori palesi. E questa è l’ironia, tesa alla conquista di quel sapere di non sapere che è la cifra fondamentale del pensiero socratico.

Il concetto di ironia ha continuato a serpeggiare nella storia del pensiero fino ad assumere un ruolo importante nella filosofia romantica, soprattutto in quel Federico Schlegel, animatore del famoso Circolo romantico di Jena, che ha fatto dell’ironia il suo fondamentale oggetto di riflessione. Per lui, e in generale per i romantici, l’ironia esprime, in vari modi e con diverse sfumature, quell’atteggiamento dello spirito umano che tende a superare e relativizzare il finito, tutto ciò che è determinato e delimitato e che, cogliendo -attraverso l’elemento dello “scherzoso”- l’insufficienza e l’inadeguatezza di ogni cosa umana nella sua finitudine, tende a deridere tutto ciò che ostacola la libertà dello spirito, tutto ciò che è stabile: norme, leggi, costumi, ordinamenti giuridici. Ironia dunque significa apertura all’infinito e proprio in quella tensione di fondo all’assoluto che caratterizza l’uomo romantico (“un finito sollevato all’infinito”) trova le sue radici.

Kierkegaard dedica all’ironia la sua tesi di laurea, pubblicata nel 1841, dal titolo Sul concetto dell’ironia con particolare riguardo a Socrate. L’ironia è la fase in cui l’uomo esteta-romantico prende a staccarsi dal mondo sensibile per avviarsi verso la consapevolezza etica.

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