La metafora concettuale

lakoffSi deve a George Lakoff (linguista) la sottolineatura della centralità della metafora nel pensiero umano. Famoso è il suo libro, scritto in collaborazione con il filosofo Marc Johnson nel 1980 e intitolato Metafore e vita quotidiana. Secondo i due autori, la metafora non è affatto uno strumento del solo linguaggio avente un ruolo puramente comunicativo né tantomeno un fenomeno di mero abbellimento poetico e dunque appannaggio della letteratura. La metafora è un evento cognitivo prima che linguistico ed è la modalità attraverso la quale noi esseri umani strutturiamo i nostri concetti e, quindi, la realtà. Il nostro sistema concettuale, nei cui termini pensiamo ed agiamo, ha una natura fondamentalmente metaforica e la cosiddetta METAFORA CONCETTUALE è una modalità di pensiero che realizza una corrispondenza, o mapping, tra due domini concettuali, dove un dominio (astratto) viene compreso nei termini di un altro dominio (concreto). Lakoff e Johnson osservano che la metafora è diffusa ovunque nel linguaggio quotidiano, il quale costituisce un’importante fonte per chiarire com’è fatto il sistema concettuale che regola il nostro pensiero, ma insistono col dire che il luogo della metafora non è affatto il linguaggio, ma il modo in cui concettualizziamo un concetto astratto operando la fusione di due domini concettuali allo scopo di generare un significato terzo, più ricco ed elaborato. Ci sono dei “domini sorgenti”, che provengono dalla vita quotidiana e rappresentano esperienze concrete, i quali spiegano dei target astratti e intangibili, come emozioni, desideri, religione, tempo, vita, morte ecc. La vita, la morte, il tempo, che sono tra i concetti più importanti per l’uomo, non a caso sono costruiti tramite una grande abbondanza di metafore.

Le metafore dunque si collocano su un piano più profondo del linguaggio verbale, cioè sul piano del funzionamento del pensiero, delle rappresentazioni concettuali  e dei processi cognitivi che su di esse operano. Ciò, all’interno di una visione della lingua non come facoltà cognitiva autonoma, bensì relazionata con altre capacità cognitive, quali percezione, memoria e pensiero e della mente come organismo radicato nel corpo, non scisso o separato dal corpo (embodiment). La mente –sostengono Lakoff e Johnson- è condizionata, in tutti i suoi processi cognitivi, fino ai più astratti, dalle strutture biologiche e neurali, dal sistema senso-motorio e dalle emozioni di cui è fatto il corpo umano. “Siamo esseri con un cervello. Il nostro cervello riceve input dal resto del corpo, e il modo in cui funziona nel mondo struttura i concetti che possiamo pensare e usare…”

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