Confronto è…conoscenza

CONFRONTO E’…CONOSCENZA

Nello scorso mese di maggio Giovanni Giannarelli ha  presentato nel Palazzo Ducale di Massa una mostra dallo strano titolo di “Mano …  mano morta ?” il cui dichiarato intento era quello di esporre  la tesi – mutuata, almeno in parte, da Leroi Gurhan- che la progressiva semplificazione dei compiti della mano, caratteristica dell’epoca attuale, comporti come conseguenza anche la semplificazione delle operazioni mentali disponibili per la mente dell’uomo.

L’impostazione era diversa rispetto alle mostre fotografiche tradizionali: anziché invitare i visitatori ad una “degustazione” emotiva degli indiscutibili valori tecnico-artistici delle fotografie, Giannarelli ha tentato di costringerli ad una riflessione ed ad una presa di posizione nei confronti del significato delle immagini presentate e della tesi che supportavano.

Ogni fotografia infatti costituiva una sollecitazione ad un ragionamento critico nei confronti  delle tesi avanzate dall’autore.

Riferimento ai processi cognitivi, quindi, e non solo a quelli emotivi o sensoriali.

Guardando attentamente le foto esposte in quell’occasione, non è stato difficile rendersi conto che il comune denominatore delle richieste  rivolte allo spettatore è rappresentato da un  “confronto ”.

Ciascuna immagine, cioè, acquista  senso  solo se lo spettatore si ritiene impegnato, e risulta in grado di effettuare, un confronto tra le rappresentazioni evocate dalla foto e altre situazioni, contesti ed esperienze vissute,  derivate dalle  immagini precedenti e successive, o suggerite dal tema della mostra, o dalle didascalie delle foto ( e dalle relazioni tra queste).

Il confronto, quindi, come attività basilare per la costruzione di nuove conoscenze:  fondamentali divengono così i processi di individuazione di  differenze e di analogie, che  appaiono centrali per questo tipo di operazione mentale.

Un esempio, nell’ottica del confronto, scelta da Giannarelli come portante per la sua esposizione: le immagini della mano del neonato, le prime che il visitatore si trova di fronte, acquisiscono valore e significato solo dal confronto con la mano del soggetto anziano: la loro inadeguatezza alla interazione con il reale e la mancanza di frammentazione a scopi conoscitivi contrastano con la adattabilità delle mani del vecchio fotografo. Le mani della “antica” signora dei fagioli acquistano significato solo dal confronto con le mani del “moderno” operatore di microtecnologie … ed entrambe queste operazioni acquistano significato dalla individuazione di relazioni con le immagini della cava di notte, una natura vuota e un mondo privo di valori al di fuori della presenza dell’uomo e del lavoro delle sue mani.

E’ risultato quindi consequenziale dedicare il convegno, a cui stiamo lavorando e che accompagnerà la presentazione del testo relativo alla mostra, ad un tentativo di  indagine e di studio dei processi  che stanno al di sotto di questa importante attività della mente dell’uomo.

E’ in atto infatti una rivalutazione dell’attività di confronto ai fini della costruzione di nuove conoscenze (basti pensare a F. Varela), che potrebbe portare a riconoscerla  come fondamentale oltre che dal punto di vista teorico  anche da quello pratico, della didattica e della riabilitazione, ad esempio.

Quali sono i processi cognitivi che l’osservare deve attivare per fare confronti? come agiscono in situazioni normali, come vengono modificati dalla patologia e come possono -se possono- essere utilizzati nei processi di apprendimento (anche il recupero dopo lesione può essere assimilato ad un processo di apprendimento)?

Questi i principali temi del convegno.

Le risposte ovviamente non sono agevoli : si trovano a discuterne, oltre ovviamente al prof. Carlo Perfetti, un filosofo ( M. Iacono), una linguista ( M. Papi), una studiosa dell’età evolutiva ( P. Puccini) ed una dei processi di recupero ( F. Pantè). Il tutto collocato nell’ambito delle relazioni tra scienze umane e scienze della natura ( A. Pieroni ), al di fuori delle quali le attività di confronto perdono i loro connotati sia a livello teorico che operativo.

A conclusione della giornata di studio,  la  prevista presentazione del testo ad opera dell’autore della mostra e di uno dei più noti allievi di Munari ( M. Ferreri) potrà rappresentare un ripasso ed una messa alla prova delle ipotesi avanzate dai relatori.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Merende con Cezanne e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...