Zero…perché?

Il più antico documento in cui sia indicato il segno grafico dello zero mediante un cerchietto con un puntino è un’iscrizione in sanscrito risalente all’anno 816.

Gli indiani segnavano così, nel numero, la posizione vuota e la denominavano Sunya (vuoto), termine tradotto dagli Arabi in Al Zifr, divenuto poi Zefir.

Intorno al 1200, Leonardo Fibonacci, nel suo Liber Abbaci, raccolse quanto gli Arabi e gli Indiani avevano scoperto nel campo della matematica. Si diffuse così, in Italia e in Europa, la scrittura dei numeri mediante le novem figurarum Yudorum e il segno 0 per lo zero (quod arabice Zephirum appellantur). Vennero cioè introdotte le cifre arabe e il sistema di numerazione posizionale. Da Zephirum derivò zefiro.

Il più antico testo a stampa dove si trova il termine zero è il De arithmetica opusculum di Filippo Calandri, pubblicato a Firenze nel 1491.

Questa è una delle ipotesi più accreditate sull’origine della parola zero.

Esistono almeno altre due tesi.

Alessandro Vincent nel 1839 sostiene che zero è la parola ebraica zer (circolo, aureola).

Nesselmann (1842) fa derivare la parola zero dal temine arabo Sahrà, Sifer, che significa campo vuoto.

Resta il fatto che lo zero è una delle più grandi “intuizioni” dell’umanità.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in matematica e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...